L’Italia del riutilizzo, ecco i numeri

L’Italia del riutilizzo, ecco i numeri

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L'Italia del riutilizzo

È del 25 novembre scorso la presentazione del “V Rapporto Nazionale sul Riutilizzo” realizzato dal Centro di ricerca economica e sociale dell’Occhio del Riciclone, promotore di progetti di educazione all’ecologia, sotto il patrocinio del Ministero dell’Ambiente.

Un documento importante che descrive le attività svolte dalla Rete ONU (Rete Nazionale Operatori dell’Usato), un network che riunisce gli operatori e gli organizzatori dei mercati storici e delle pulci, delle fiere e delle strade, delle cooperative sociali, delle botteghe di rigatteria e dei negozi dell’usato.

Dati e benefici sul riutilizzo in Italia

A causa anche della crisi economica un numero prima marginale ed ora in continua crescita di consumatori acquista vestiti, mobili, elettrodomestici, libri usati e ne vende di propri attivando un comparto produttivo che conta almeno 50.000 operatori, 80.000 persone impiegate e un volume di scambi di miliardi di euro.

I benefici delle pratiche di riutilizzo non sono solamente quelle di creare nuove opportunità di impiego ma anche quello di ridurre il conferimento in discarica di una parte significativa ed ancora di valore di rifiuti urbani, stimabile attorno al 10%, la cui gestione è un problema particolarmente avvertito in molti comuni. La consapevolezza dei benefici ambientali ed economici del riutilizzo hanno trovato un riconoscimento anche nell’ultima direttiva europea sui rifiuti, la 2008/98, recepita dall’Italia con il Decreto Legislativo n°205 del 3 dicembre 2010, che obbliga gli Stati dell’UE ad introdurre progetti in tale ambito nei Piani di gestione dei rifiuti redatti dalle amministrazioni comunali.

Le proposte

Nei vari contributi i responsabili delle tante associazioni hanno potuto condividere le proprie proposte per una semplificazione normativa delle attività da loro svolte, dell’accesso ai bandi pubblici per costituire associazioni dedite a tale settore economico, del coinvolgimento di categorie svantaggiate di lavoratori.

Nel rapporto vengono delineate le linee guida di formazione delle figure professionali di operatore vendite, addetto ricevimento e smistamento, riparatore elettricista, riparatore biciclette. Sono anche suggeriti consigli di organizzazione degli spazi espositivi e di configurazione dei magazzini in un’ottica di crescita dimensionale della cooperativa e di sostenibilità economica; diversi interventi hanno descritto le esperienze di riutilizzo svolte in altri paesi, Belgio, Olanda, Francia, nei quali vi è una consolidata tradizione di consumo e riutilizzo di beni usati.

Infine, emerge una generale condivisione di quanto una più efficace regolamentazione del settore del riuso ridurrebbe la concorrenza dei numerosi operatori abusivi, se non totalmente al di fuori della legge, presenti ormai in ogni quartiere delle nostre città.

Consulta il Rapporto Nazionale sul Riutilizzo 2014.

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